lundi 26 janvier 2009

Lo Yachting in Costa Azzurra – Un Italiano a Monaco

(Estratto da un’intervista pubblicata sulla rivista «Tendances Nautiques»)

Da 15 anni Luca Bassani ha rivoluzionato il mondo dello yachting con un’idea semplice : progettare e costruire barche a vela veloci quanto le barche da corsa che gareggiano all’America’s Cup, ma facili da maneggiare.

Originario di una famiglia di industriali di Milano e da sempre appassionato di nautica al punto da passare dal diporto alla competizione ad alto livello, finché alla fine degli anni 80, decide di progettare le sue proprie barche.

Oggi i suoi « Wally » fanno sognare tutti gli appassionati di vela, le regate a cui partecipano i proprietari di barche Wally, da Valentino a Marco Tronchetti-Provera a Dolce & Gabbana per citarne alcuni, fanno parte dei luoghi piu’ «in» del pianeta.

D: Lo stile Wally e’ ormai copiato dappertutto, come e’ nato?
L.Bassani: Il primo Wally, l’ho costruito per me. In effetti all’epoca navigavo molto e nessuno voleva costruirmi la barca dei miei sogni: una barca veloce come un modello da corsa, facile da maneggiare e molto design. E cosi’ e’ nata la mia prima barca Wallygator, finché Lindsay Owen-Jones (ex direttore generale di L’Oréal) ha voluto provare la mia barca di 105 piedi e ne e’ stato sedotto al punto tale da voler un modello identico al mio.
E’ cosi’ che ho creato la società Wally e da allora abbiamo progettato 33 modelli su misura per i nostri clienti. Oggi abbiamo modelli da 33 a 118 piedi (a vela e a motore), tutti fabbricati su misura.
Ma abbiamo l’intenzione di costruire anche yacht molto grandi, in partenariato con Hermès. Infatti abbiamo molti valori in comune con i dirigenti di questa grande società del lusso francese. Lavoreremo insieme alla progettazione di grandi yacht (da 50 a 80 metri di lunghezza). Già in primavera lanceremo una nuova marca per realizzare uno o due grandi yacht all’anno, e i primi modelli dovrebbere uscire dai cantieri nel 2011.

D : Sul vostro sito internet si possono scoprire dei disegni del progetto Wally-Island, uno yacht di 99 metri con campo da tennis, cinema, discoteca e piscina, ma anche una foresta di alberi sul ponte. La tendenza e’ quindi quella di costruire delle vere e proprie ville sull’acqua ?
L.Bassani : Certamente! Al giorno d’oggi la mancanza di ville d’eccezione sulla Costa Azzurra spinge i miliardari a ordinare yacht sempre piu’ grandi , concepiti come delle vere seconde case mobili. Il nostro progetto e’ quindi quello di rispondere a questa domanda cercando ancora una volta di sorpassare i codici attuali dei grandi yacht.

D : E l’ecologia in tutto questo?
L.Bassani : L’ecologia e’ una delle principali preoccupazioni della nostra professione, abbiamo già lavorato molto su motori piu’ puliti e adottato un sistema di turbine ad acqua. Oggi i nostri sforzi ci portano all’adozione di generatori di energia pulita, al trattamento di acque usate e al riciclaggio. Ma ci interessiamo anche alla diminuzione di rumore o di produzione di onde. Basta navigare nella baia di Saint-Tropez in estate per rendersi conto dell’effetto devastante dei milioni di onde prodotte dai naviganti.

D : La vera forza delle Sue barche risiede nelle linee semplici e design. A che cosa si ispira ?
L.Bassani : Il lusso vero, e’ la semplicità. Detesto l’ostentazione e la moltiplicazione di gadget. Noi abbiamo spinto all’estremo questi principi spogliando totalmente la barca e allungando le linee.

D : La crisi finanziaria ha avuto un impatto negativo su molti cantieri navali, Lei pensa di comprarne alcuni ?
L. Bassani : Avrebbe forse senso comprare una società che ci porta capacità di produzione supplementari. Non siamo invece interessati all’acquisto di un’altra marca. Per il momento la crisi non ha alcun impatto finanziario su di noi poiché i nostri clienti sono in generale grandi dirigenti o miliardari tedeschi, inglesi o olandesi. Le recenti manifestazioni di Cannes e di Monaco sono state molto positive.

samedi 17 janvier 2009

Lo Yachting in Costa Azzurra – I posti barca scarseggiano

La mancanza di posti barca e’ un enorme problema per la regione PACA.
Infatti grazie alle 2300 imprese del settore, ai 9600 impieghi diretti e ai 2.2 miliardi di fatturato, il settore nautico ha un’enorme importanza nella regione.
La domanda rimane molto forte ma i posti scarseggiano. I 142 porti della regione (inclusa la Corsica) contano in effetti 66 579 posti, cioé il 40% del potenziale dell’intero paese, ma le domande in attesa arrivano a 22mila. Ce ne erano 17800 nel 2005.
“Un terzo delle richieste di acquisto di barche non arrivano a buon fine a causa del problema dei posti nei porti” spiega Edgar Blates, importatore di barche. Secondo lui “numerosi proprietari non vengono piu’ sulla Costa Azzurra a causa di questo problema. La nostra attività è in pericolo.”

Costruire dei porti “a secco”.
La creazione di porti “a secco” e’ stata presa in considerazione ma comunque cio’ non sarebbe sufficiente. Attualmente ci sono 29 progetti nella regione PACA e in Corsica, che rappresentano 6000 posti nella regione. Ma questi progetti sono molto lunghi da mettere in pratica e alcuni non si faranno probabilmente mai. In effetti l’opposizione degli ecologisti è molto forte. Si possono comunque evocare due progetti in corso : quello di Saint-Laurent-du-Var e quello di Cagnes-sur-Mer.

Al contrario, le estensioni o le riconversioni di zone portuarie o industriali sono piu’ facili da effettuare, come per esempio a Marsiglia che progetta di riconvertire una vecchia zona di riparazione navale in porto nautico. «Dobbiamo sensibilizzare i politici poiché la principale soluzione alla mancanza di posti, e' la ristrutturazione dell'esistente » conferma Frank Recoing, presidente del Club Provence Nautisme, che cita l’esempio del porto di Cassis, il quale ha aumentato del 10% il numero di posti grazie ad una ristrutturazione di questo tipo, da quando la sua gestione e’ stata affidata ad un privato.
Ma per Jean Trapani, gestore del porto di Cassis e del cantiere navale Trapani «La vera soluzione, e' il porto a secco, che non richiede permessi di costruzione ». E ha creato a Marsiglia uno di questi «garage per barche» a piano e vorrebbe costruirne un altro.
La città di Mandelieu ha ripreso questa politica e dispone oggi di quasi 5000 posti con due grandi porti e un porto «a secco», sottolinea Eric Contencin, direttore del porto di Mandelieu-la-Napoule.

(Le Figaro, agosto 2008)

mardi 13 janvier 2009

Lo Yachting in Costa Azzurra – Success stories (2)

Altri due esempi di « success stories » del settore, cioe’ aziende locali che sono riuscite in poco tempo ad affermarsi nel settore dello yachting :

1. Seatizen Pro
La società, con sede a Villeneuve-Loubet, specializzata nella gestione e attrezzatura di porti nautici, è il leader francese ed europeo del settore, soprattutto per quanto riguarda i porti dedicati ai grandi yacht.
Nella regioni, i suoi clienti sono soprattutto i porti di Saint-Tropez, Bormes, Monaco, La Rague, Le Lavandou.
In seguito ad un concorso d’appalto, ha ottenuto nel 2006 un enorme mercato per conto della società americana Island Global Yachting (venti porti nella regione dei Caraibi e a Dubai). Ha vinto anche il concorso d’appalto lanciato dal gruppo spagnolo Emaar, con sede a Dubai e ha comprato la società Skipper, il leader francese del settore.
Tra il 2005 e il 2007, il suo fatturato è triplicato.
L’anno scorso Seatizen Pro ha lanciato il progetto Marina Pass, con l’obiettivo di far entrare i porti nell’era del turismo automatizzato e numerico in modo da farli operare « in rete » : sistemi di identificazione elettronica, tecniche « New Field Communication » (cellulari ultima generazione), automatizzazione dell’accettazione e registrazione clienti.
«Il nostro progetto sarà operativo l"anno prossimo» informa Philippe Fontenov, direttore generale e uno dei tre fondatori dell’azienda nel 2004. «Marina Pass propone uno standard interoperabile aperto a tutti i professionisti del settore. Il mercato del diporto avrà sempre piu' bisogno di servizi, di qualità e di automatizzazione. Marina Pass sarà presto esteso a livello europeo, stiamo lavorando con la Spagna, La Gran Bretagna e a breve termine anche con l'Italia».

2. E3Systems = 360
La società E3Systems è diventata 360 nel giugno scorso, per ben distinguersi dalla società che già esisteva da dieci anni in Spagna. Con sede a Vallauris, creata nel 2001, realizza il 90% del suo fatturato grazie all’elettronica marina (satelliti, GPS, internet via satellite) per le barche di 30 metri e piu’.
«Questi alberghi naviganti hanno bisogno di un business center e di importanti reti informatiche e di multimedia. Noi siamo installatori per tutte le grandi marche di elettronica marina. Nel settore degli affari e della finanza, e' importante essere informati a livello mondiale 24 ore su 24» commenta il gestore della società, Frank Guinard.
La società 360 ha quindi messo a punto e gestisce il servizio Newspaper Direct; questo sistema di stampa di quotidiani su demanda, scarica in questo modo via satellite 600 giornali di 150 paesi in 57 lingue. Su uno yacht, si puo’ avere una versione che sarà semplicemente stampata su una stampante. Un sistema estremamente perfezionato; la versione elettronica del prestigioso New-York Times e’ quindi pronta due ore prima della versione su carta. Si capisce quindi per quale motivo il servizio Newspaper Direct ha attualmente una crescita del 20%.
La società sta pensando di proporre il servizio anche al mercato dell’aeronautica «I nostri clienti, spesso molto ricchi, possiedono anche aerei ed elicotteri» spiega Frank Guinard.

jeudi 8 janvier 2009

Lo Yachting in Costa Azzurra – Success stories

Oggi presento alcune « success stories » del settore, cioe’ aziende locali che sono riuscite in poco tempo ad imporsi nel loro campo :

1. Monaco Marine
Dopo l’apertura del suo cantiere a La Ciotat nel 2007, la società dispone ormai di una rete completa di cantieri di riparazione nel settore nautico a Monaco, Beaulieu, Saint-Laurent-du-Var, Port Frejus e Golfe de St. Tropez.
Monaco Marine ha investito 23 milioni di euro in un nuovo cantiere, per poter assicurare lo sviluppo dell’impresa creata nel 1995, nel porto Hercule di Monaco. « Dovevamo rispondere ad una domanda di servizi su navi sempre piu` grandi » spiega Alexandra Cheston, responsible comunicazione « La costruzione di navi di piu" di 50 metri aumenta in media del 20% annuo, e i cantieri costruttori non riuscivano piu" ad effettuare i lavori di garanzia che noi ora effettuiamo per conto loro. Per es. a Beaulieu potevamo andare solo fino a 45 metri, mentre ora a La Ciotat possiamo andare oltre a 80 metri ».
Con il suo cantiere di La Ciotat, Monaco Marine ha ormai quasi raddoppiato il suo fatturato. Ma oggi la società vuole acquisire nuovi cantieri, specialmente in Francia, Italia e Spagna, per grosse o piccole unità navali.

2. SeaSatCom
La società, situata a Sophia-Antipolis, e’ un operatore di comunicazione marittima, essenzialmente per yacht di 25 a 40 metri.
Creata nel 2005 e oggi in forte crescita, con un fatturato che ha triplicato nel 2007 (fino ad arrivare a 900mila euro quest’anno) e un team di 9 dipendenti, la società investe soprattutto nella ricerca. Si lancia in effetti nello sviluppo di soluzioni innovatrici e adattate al mondo marittimo, per rinforzare la sua offerta Triple Play (internet, telefono, televisione).
Per rispondere alla domanda dei loro clienti che chiedono un’offerta di internet illimitato ad un prezzo ragionevole a bordo dei loro yacht, la società ha presentato al FIP di Cannes il suo nuovo Mini V-SAT, che permetterà di restare collegati su tutta la regione del Mediterraneo (per il momento) senza brutte sorprese sui costi.
Altra novità, la SeaSatBox, che gestisce tutte le comunicazioni dalla barca, che siano cellulari o satellitari. A breve termine, cio’ permetterà di restare disponibile sul proprio telefono GSM in alto mare, l’utilizzatore pagherà direttamente sulla sua fattura GSM per tutte le comunicazioni vocali o di dati.